Accadde il 20 luglio 1578

Il 20 luglio del 1578, a Roma, fu scoperto dai gendarmi papalini un circolo segreto nel cui interno si consumavano rapporti carnali di natura omosessuale e si consacravano vincoli matrimoniali fra persone dello stesso sesso, osservando la liturgia ecclesiastica. Matrimoni che venivano celebrati, grazie alla complicità di alcuni frati, nella chiesa di San Giovanni, a Porta Latina. Furono arrestate undici persone, tutte di sesso maschile, di origine albanese, spagnola e portoghese e tra loro c’era anche un frate. Conosciuta lo notizia, papa Gregorio XIII dette ordine di agire con la massima severità. Il processo si tenne davanti al Tribunale Criminale del Governatore e si concluse per otto degli imputati, ritenuti colpevoli di sodomia e di profanazione dell’istituto matrimoniale, con la condanna a morte. Il 13 agosto di quello stesso anno furono impiccati al Ponte Sant’Angelo e i loro corpi vennero poi bruciati sul rogo a Porta Latina. Soltanto in tre furono risparmiati: un frate, forse per impedire il coinvolgimento diretto della Chiesa, e altri due che avevano collaborato con gli inquirenti. Questi i loro nomi: Battista, barcaiolo albanese, il catalano Antonio de Velez, Francisco Herrera di Toledo, Bernardino de Afar di Siviglia, Alfonso de Robles di Madrid, Marcos Pinto di Viana do Alentejo, Jeronimo Paz di Toledo e Gaspar de Martin di Vitoria. Quei poveretti affrontarono il loro destino in maniera esemplare, sostenuti negli ultimi istanti di vita dai confortatori dell’arciconfraternita di San Giovanni Decollato. Prima di essere giustiziati, assistettero alla santa messa e tutti si comunicarono “divotamente”, come scrive il filosofo francese Michel de Montaigne nel suo “Viaggio in Italia”. Si trattò di un pentimento sincero? Chissà… Prima di morire fu consentito loro di fare testamento e “molti fecero elemosine e lasciti devoti”. Poi “disposti in corteo, raggiunsero il ponte Sant’Angelo, dove furno tuti et otto impichati. Quindi, i confortatori ricevettero mandato di trasportare i loro corpi così morti a Porta Latina, dove furno tutti abrusciati.








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