Accadde il 21 luglio 1979

Il 21 luglio del 1979, a Palermo, mentre pagava il caffè che aveva appena bevuto, in un agguato mafioso organizzato da Cosa Nostra, fu ucciso Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo. L’omicidio si consumò nel bar Lux di via Francesco Paolo Di Blasi ad opera di Leoluca Bagarella che gli sparò sette colpi di pistola alla schiena. L’omicidio di Giuliano fu un duro colpo per l’attività investigativa della Polizia che perse un uomo caparbio, incorruttibile e deciso a rendere la vita difficile alla mafia. Il suo posto fu preso da Giuseppe Impallomeni iscritto alla loggia P2 di Licio Gelli, così come il questore di Palermo Giuseppe Nicolicchia. Nel processo che si tenne per l’omicidio di Boris Giuliano, fu condannata all’ergastolo la “cupola” di Cosa Nostra e quindi Riina, Provenzano, Madonia, Greco e Marchese. In secondo grado, però, la sentenza fu clamorosamente ribaltata e gli imputati furono tutti assolti: colpevole, infatti, fu ritenuta la cosca Bontate-Inzerillo sul cui traffico di droga Giuliano stava indagando. Nel gennaio del 1992 la Cassazione annullò quella sentenza scandalosa e il nuovo processo, che si tenne tra il 1993 e il 1996 davanti alla Corte d’Appello, condannò all’ergastolo come mandanti Riina, Provenzano, Greco, Madonia, Calò, Brusca e Geraci. Nel 1993 si aprì anche un altro processo che vedeva come unico imputato Leoluca Bagarella, accusato da alcuni pentiti di essere stato l’autore materiale del delitto. Processo che si concluse con la condanna all’ergastolo per Bagarella.








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