Campoli Appennino, armi ed esplosivi in un’abitazione: conclusa la maxi bonifica

Operazione coordinata dalla Procura di Cassino. I Carabinieri di Sora e gli artificieri dell’Esercito hanno sequestrato un ingente quantitativo di materiale bellico. Proseguono le indagini.

CAMPOLI APPENNINO – Si è conclusa il 21 ottobre una complessa operazione di bonifica e sequestro di armi, munizioni ed esplosivi all’interno di un’abitazione di Campoli Appennino, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino.

L’intervento ha interessato un immobile nella disponibilità di un uomo già arrestato lo scorso settembre, coinvolto nell’inchiesta sul ritrovamento di un ingente quantitativo di materiale bellico nel territorio comunale.

Le operazioni sono state condotte dai Carabinieri della Compagnia di Sora, con il supporto degli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, provenienti da Roma-Cecchignola, e della Squadra Artificieri Antisabotaggio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma.

All’interno dell’abitazione i militari hanno rinvenuto, catalogato e sottoposto a sequestro un consistente quantitativo di materiale d’armamento, rendendo necessarie particolari procedure di sicurezza per la sua rimozione e custodia.

Il materiale bellico è stato trasferito nell’area individuata in località Prato, nel territorio di Pescosolido. Gli esplosivi e gli artifizi sono stati affidati agli specialisti antisabotaggio dell’Arma, mentre le armi e il restante munizionamento sono stati presi in custodia presso la Stazione dei Carabinieri di Sora.

La vicenda si inserisce nella più ampia inchiesta avviata a settembre, quando il ritrovamento di numerosi ordigni e materiali esplosivi aveva fatto scattare un’imponente operazione di messa in sicurezza, con il coinvolgimento della Prefettura di Frosinone, delle forze dell’ordine e degli artificieri dell’Esercito.

In quella circostanza erano state necessarie anche misure precauzionali di evacuazione e limitazioni alla circolazione nelle aree interessate dai ritrovamenti.

La nuova operazione rappresenta un ulteriore passaggio dell’attività investigativa, finalizzata a ricostruire la provenienza e le circostanze della detenzione del materiale sequestrato.

Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, che ha disposto ulteriori accertamenti per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per la persona coinvolta resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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