Serrone, un ponte con gli emigrati: Giuseppe Sale referente del progetto “Serronesi nel Mondo”

Le radici non si dimenticano, neppure quando la vita conduce lontano dal paese natale. È questo il significato del progetto “Serronesi nel Mondo”, promosso dall’Amministrazione comunale di Serrone per mantenere vivi i rapporti con i concittadini emigrati all’estero e valorizzarne le esperienze.

Lunedì 19 ottobre, nella sala consiliare del Comune, è stato consegnato a Giuseppe Sale, conosciuto anche come Peppe e soprannominato “Padre Zeppa”, l’attestato di Referente Locale per la comunità e il territorio d’origine.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Giancarlo Proietto e la consigliera comunale Emma Damizia.

La storia di Giuseppe Sale è quella di tanti italiani che, nel corso del Novecento, hanno lasciato il proprio paese per costruire altrove un futuro, senza interrompere il legame con la terra d’origine.

Emigrato in Germania circa cinquant’anni fa, Sale si è stabilito a Babenhausen, dove ha insegnato la lingua italiana e partecipato attivamente alla vita pubblica, ricoprendo per diversi mandati l’incarico di consigliere comunale.

Un percorso di integrazione e partecipazione che non gli ha impedito di mantenere stretti rapporti con Serrone, paese nel quale continua a tornare periodicamente.

Il progetto “Serronesi nel Mondo” nasce proprio con l’obiettivo di costruire una rete di collegamenti tra il territorio e le comunità di emigrati, riconoscendo il valore delle esperienze maturate all’estero e favorendo la conservazione della memoria collettiva.

Attraverso i referenti locali, l’iniziativa intende mantenere aperto un canale di comunicazione con quanti, pur vivendo lontano, continuano a sentirsi parte della comunità d’origine.

Si tratta di un tema particolarmente significativo per la Ciociaria e per l’Alta Terra di Lavoro, territori che hanno conosciuto importanti flussi migratori verso l’Europa, le Americhe e l’Australia.

Dietro ogni storia di emigrazione si custodisce un patrimonio di ricordi, tradizioni, fotografie e testimonianze che merita di essere recuperato e trasmesso alle nuove generazioni.

L’iniziativa di Serrone rappresenta dunque un esempio concreto di come le comunità locali possano continuare a dialogare con i propri figli lontani, trasformando la memoria dell’emigrazione in una risorsa culturale e umana.

Perché il senso di appartenenza a un territorio non si misura soltanto con la distanza geografica, ma soprattutto con la capacità di custodirne e tramandarne la storia.


Vita Ciociara – Ottobre 2026

Un viaggio tra storia, cultura e tradizioni della nostra terra.

In questo numero raccontiamo le antiche fabbriche di Sora, le biblioteche del territorio, il fiume Liri e le storie di persone e luoghi che custodiscono la nostra memoria.


Juan Brunner
Author: Juan Brunner

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