Accadde il 22 settembre 1975

Il 22 settembre del 1975, alle ore 15.30, a San Francisco, il Presidente degli Stati Uniti d’America, Gerald Ford, dopo aver tenuto un discorso al Consiglio per gli affari mondiali, era uscito dall’albergo e si apprestava a raggiungere la sua limousine. Prima di salire a bordo, però, si fermò a salutare la gente ferma sull’altro lato della strada che lo applaudiva. Fu allora che Sara Jane Moore, un’impiegata contabile 45enne, confusa tra la folla, impugnò la sua pistola calibro 38 e sparò due colpi in rapida successione verso il presidente. Il primo proiettile mancò di un niente la testa di Ford, il secondo invece colpì in maniera non grave all’inguine un tassista, John Ludwig, che si trovava nel piazzale dell’albergo. La Moore mancò il bersaglio anche perché un certo Oliver Sipple, intuito il pericolo, le afferrò il braccio inducendola all’errore. Nel frattempo, mentre il presidente filava via con la sua limosine, dirigendosi a tutta velocità verso l’aeroporto, i poliziotti di San Francisco e la squadra dei servizi segreti provvedevano a neutralizzare e ad arrestare la donna. E pensare che il giorno prima dell’attentato, la Moore (che per qualche tempo era stata anche un’informatrice della FBI) era stata fermata dalla polizia con l’accusa del possesso di armi, una rivoltella calibro 44 che le fu confiscata, ma subito dopo fu rilasciata perché ritenuta non pericolosa. Il 15 gennaio del 1976 Sara Jane Moore fu condannata all’ergastolo ed è rimasta in carcere fino al 31 dicembre 2007, per ben 32 anni, quando è stata rilasciata sulla parola. Qualche anno dopo, in un’intervista concessa agli organi di stampa, la Moore (che è venuta a mancare il 24 settembre dello scorso anno, all’età di 95 anni) spiegò che aveva pensato di uccidere il presidente Ford per produrre un cambiamento epocale negli Stati Uniti.





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