Ceprano, domenica 13 marzo 1932, ore 19.
Tra fragore d’armature spezzate e grida di terrore, il vecchio ponte costruito dal Governo Pontificio a Ceprano (Frosinone) è crollato d’improvviso al passaggio di un autocarro con rimorchio del peso di duecento quintali. Le tre persone che si trovavano sull’autocarro sono precipitate nel fiume; e tre giovinetti che erano seduti sulla spalliera del ponte sono stati pure rovesciati nelle acque. Delle sei persone tre furono uccise, e tre ferite gravemente.
(tratto da Domenica del Corriere, 27 marzo 1932. Disegno di A. Beltrame)

Una delle strutture più famose fu quella in ferro, moderna, voluta e fatta costruire “secondo la foggia americana” da Papa Pio IX, dopo aver visto nel 1863, durante la sua visita a Ceprano, la precaria situazione della vecchia struttura in legno; volle un nuovo ponte in ferro, unico nel panorama delle opere di ingegneria moderna che avvicinava Ceprano alle più famose città d’Europa, poi collaudato nel 1870. Sappiamo come andò a finire: il 13 marzo del 1932 il ponte in ferro crollò per il passaggio di un grosso autocarro con rimorchio, dal peso inatteso; si contarono tre vittime e tre feriti.
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