Sora Calcio, si riparte dalla Seconda Categoria: il calcio bianconero salva la sua storia

La gloriosa curva dello stadio Tomei

Dopo la mancata iscrizione in Serie D, la nuova SORA CALCIO SSD ARL è stata ammessa in sovrannumero al campionato di Seconda Categoria. Mario Russo al 90%, il restante 10% ai tifosi. Il Comune: «Una nuova pagina da scrivere insieme»

SORA – Il calcio bianconero riparte. Lo farà dalla Seconda Categoria, lontanissimo da quella Serie D che fino a poche settimane fa rappresentava il palcoscenico del Sora Calcio 1907, ma con una certezza destinata a pesare più della categoria: il pallone continuerà a rotolare al Tomei e il nome Sora resterà protagonista del calcio regionale.

La Curva Nord del Sora al Tomei: la passione della tifoseria sarà uno degli elementi della nuova ripartenza.

La svolta è arrivata con il Comunicato Ufficiale n. 16 del 7 agosto 2026 del Comitato Regionale Lazio, che ha formalizzato l’ammissione della nuova società SORA CALCIO SSD ARL al campionato di Seconda Categoria 2026/2027, in sovrannumero. Si chiude così una lunga fase di incertezza iniziata con la mancata iscrizione della precedente società al campionato di Serie D e si apre una nuova pagina nella storia calcistica della città.

Una ripartenza dal basso, dunque, ma soprattutto una ripartenza.

La nuova società e il patto con la città

Al centro del progetto c’è l’imprenditore Mario Russo, titolare del 90% delle quote della nuova società. Il restante 10% è stato destinato all’azionariato popolare, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente tifosi, cittadini e sostenitori nella vita del club.

È una scelta che la nuova società aveva già illustrato pubblicamente nell’incontro del 28 luglio all’Auditorium “Vittorio De Sica”, davanti alla tifoseria e a diversi rappresentanti della realtà cittadina. In quella occasione furono approfonditi gli aspetti societari e giuridici dell’operazione, con la partecipazione anche dell’assessore allo Sport Naike Maltese, del commercialista Roberto Polsinelli, degli avvocati Ivo Baldassini e Valerio Meglio e del rappresentante dei tifosi Emanuele Carnevale.

L’idea è chiara: non limitarsi a fondare una nuova società, ma costruire attorno alla squadra un rapporto più stretto con la comunità. Il 10% riservato ai sostenitori rappresenta, in questo senso, uno degli elementi caratterizzanti del nuovo corso.

Una formula che non nasce per caso. La stessa nuova società, al momento della costituzione, aveva indicato nell’azionariato popolare uno strumento per riportare i sorani al centro del progetto calcistico.

Il ruolo decisivo delle istituzioni

Dietro la ripartenza c’è anche il lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale. Il sindaco Luca Di Stefano e l’assessore allo Sport Naike Maltese hanno seguito da vicino la vicenda nelle settimane più difficili, quando il rischio concreto era quello di vedere il calcio bianconero scomparire dal panorama cittadino.

L’assessore allo Sport Naike Maltese ed il sindaco Luca Di Stefano 

Di Stefano aveva rivendicato la necessità di «tentare ogni strada possibile» per difendere il patrimonio calcistico della città, spiegando come il Comune avesse cercato interlocuzioni con società, imprenditori e organismi federali per mantenere una realtà sportiva a Sora.

La mediazione dell’amministrazione è stata indicata anche come decisiva nel percorso che ha portato alla costituzione della nuova SSD. Secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, il Comune ha mantenuto il confronto con gli organismi calcistici nazionali e regionali mentre si definiva il nuovo progetto societario.

Per l’amministrazione, dunque, il risultato più importante non è soltanto la categoria dalla quale il Sora ripartirà, ma aver evitato un anno senza calcio e aver mantenuto in città un punto di riferimento sportivo e identitario.

La voce degli addetti ai lavori: prima la solidità, poi gli obiettivi

Il messaggio emerso nelle settimane che hanno accompagnato la nascita della nuova società è stato improntato alla prudenza. La parola chiave, più volte richiamata dagli osservatori e dagli operatori del settore, è programmazione.

Ripartire dalla Seconda Categoria significa infatti ricostruire praticamente da zero una struttura sportiva, societaria e tecnica. Prima dei risultati viene quindi la necessità di creare basi solide, definire l’organigramma, costruire la squadra e dare continuità al progetto.

È lo stesso concetto sottolineato dalla stampa sportiva regionale nelle prime settimane di vita della nuova SSD: una categoria decisamente più bassa rispetto alla Serie D, ma l’opportunità di costruire gradualmente un progetto sostenibile, con particolare attenzione anche al settore giovanile.

E proprio il settore giovanile potrebbe diventare uno degli assi strategici del nuovo corso. L’obiettivo, nel medio periodo, non sarà soltanto quello di scalare rapidamente le categorie, ma creare un sistema capace di produrre giocatori e consolidare il legame tra squadra e territorio.

Il 120° anniversario tra dolore e rinascita

La tempistica rende tutto ancora più significativo. Il Sora si appresta infatti ad affrontare una stagione che coincide con il 120° anniversario della nascita del calcio bianconero.

Un anniversario che avrebbe potuto trasformarsi nel simbolo della fine di un’epoca e che, invece, diventa l’occasione per una ripartenza.

La ferita della mancata iscrizione alla Serie D resta profonda. La precedente esperienza del Sora Calcio 1907 si è conclusa senza l’iscrizione al campionato 2026/2027, lasciando la città davanti al rischio concreto di perdere il proprio riferimento calcistico.

La nuova SSD non cancella quella storia e non può far dimenticare in poche settimane quanto accaduto. Ma consente al calcio sorano di non fermarsi.

Seconda Categoria, ma con gli occhi già al futuro

Sul piano sportivo, la Seconda Categoria rappresenta inevitabilmente un ridimensionamento enorme. La nuova società dovrà partire dal livello più basso della piramide e costruire il proprio percorso attraverso risultati, organizzazione e credibilità.

La formula del campionato prevede gironi composti prioritariamente da 14 squadre, con la promozione in Prima Categoria riservata alle vincitrici dei rispettivi raggruppamenti.

Per il Sora, quindi, il primo obiettivo sarà naturalmente quello di costruire una squadra competitiva e provare a trasformare il più rapidamente possibile la ripartenza in una scalata.

Ma la vera partita si giocherà anche fuori dal campo.

Il modello societario, con il 10% delle quote destinato all’azionariato popolare, rappresenta infatti un esperimento particolarmente significativo per una piazza abituata a vivere il calcio come parte integrante della propria identità cittadina. La tifoseria aveva già fatto sapere di voler sostenere il nuovo progetto indipendentemente dalla categoria di partenza.

Adesso toccherà alla società trasformare quella disponibilità in partecipazione concreta.

Una nuova pagina, senza dimenticare la precedente

Il Sora riparte dunque dalla Seconda Categoria. È un punto di partenza che, soltanto qualche settimana fa, sarebbe sembrato impensabile per una squadra reduce dalla Serie D.

Ma la storia del calcio, soprattutto quello delle piazze di provincia, insegna che spesso la categoria non è l’unico parametro per misurare il valore di una squadra.

A Sora la prima vittoria è già arrivata: il calcio non è scomparso.

Ora viene la parte più difficile. Dare alla nuova SSD una struttura stabile, ricostruire il rapporto di fiducia con la città, coinvolgere concretamente i tifosi e trasformare una ripartenza d’emergenza in un progetto sportivo vero.

Il prossimo capitolo del calcio bianconero comincia dalla Seconda Categoria. L’obiettivo, però, è già scritto nel futuro: tornare a far parlare di Sora per quello che accade sul campo.








Rocco Pagliaroli
Author: Rocco Pagliaroli

Socio Fondatore di Vita Ciociara, Presidente da sempre. Cura personalmente il sito internet con l'aiìiuto di collaboratori per l'inserimento di notizie che pervengono con comunicati stampa

Rocco Pagliaroli
Informazioni su Rocco Pagliaroli 2967 articoli
Socio Fondatore di Vita Ciociara, Presidente da sempre. Cura personalmente il sito internet con l'aiìiuto di collaboratori per l'inserimento di notizie che pervengono con comunicati stampa

Lascia il primo commento

Lascia un commento