Nel 1837 il re Ferdinando II di Borbone fece costruire, nei pressi di Portici, il “Reale Opificio di Pietrarsa” che sfornava eccellenti prodotti in ghisa ma, soprattutto, macchine e locomotive a vapore. In poco tempo Pietrarsa diventò il primo nucleo industriale della Penisola precedendo, e di parecchi anni, colossi quali Fiat, Breda o Ansaldo. Nel momento del suo massimo fulgore l’opificio dava lavoro a 850 operai, molti dei quali specializzati. Poi, però, come un fulmine a ciel sereno, le cose nel meridione d’Italia presero una piega inaspettata. Nel 1860 dal nord scese Garibaldi e poi l’esercito di Vittorio Emanuele II di Savoia. I Borbone furono costretti alla resa e a cedere il passo ai piemontesi. Lo stato sabaudo inglobò con la forza delle armi la parte meridionale dello Stivale e nacque il Regno d’Italia. La lotta aspra e senza quartiere che infuriò per un lungo decennio in quelle lande, fu uno dei segni più evidenti del malcontento diffuso e della cupa disperazione che colpì quelle genti. Anche l’industria dovette fare i conti con il nuovo scenario. Il governo unitario non aveva alcun interesse a mantenere in vita il sistema creato dai Borbone che arrecava non poco fastidio agli stabilimenti dell’Italia settentrionale. Per questo si decise di privatizzare Pietrarsa svendendola a tale Iacopo Bozza. Fu l’inizio della fine. Il nuovo proprietario diminuì la paga degli operai portandola da 35 a 30 grana al giorno. In breve lasso di tempo, con una drastica politica di licenziamenti, di 850 dipendenti ne restarono solamente la metà. Il malumore dei lavoratori montava poderoso fino a che giunse il 6 agosto del 1863. Di fronte all’ennesimo sopruso della proprietà, alle tre del pomeriggio, qualcuno fece suonare a distesa la campana della fabbrica. Alcune centinaia di operai, abbandonato il posto di lavoro, si radunarono nel cortile lanciando urla e improperi nei confronti del padrone. Spaventato Bozza si precipitò a chiedere l’intervento dei bersaglieri di stanza a Portici. I militari, in breve tempo, giunsero davanti allo stabilimento e, superato il cancello, baionetta in canna, si lanciarono sugli operai menando fendenti e sparando ad altezza d’uomo. In quel caldo pomeriggio d’agosto morirono quattro operai: Luigi Fabbricini e Aniello Marino spirarono nel piazzale della fabbrica mentre Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri passarono a miglior vita poco tempo dopo presso l’ospedale dei Pellegrini di Napoli. Un’altra ventina di operai rimase ferita più o meno gravemente. Fu una pagina buia della storia di un’Italia che si era appena costituita. Ma di ciò, chissà perché, nei libri non si trova traccia.
Le notizie dei giorni scorsi

Le altre notizie

- L’atteso ritorno di Giambattista Valli, che riconquista la sua maison
- Le mille trasformazioni di Hussein Chalayan
- Borse di studio da Istituto Marangoni e Dolce & Gabbana Beauty
- Fra rappresentazione e desiderio, così il corpo è diventato strumento della moda
- Gucci conquista Times Square e gioca con il suo iperconsumismo

- Easyjet primo semestre in perdita per 533 milioni di sterline (+44%)
- Borse Ue deboli, valutano tech dopo i conti di Nvidia. A Milano scatta Generali
- Commerzbank in assemblea: no a UniCredit, più valore da soli
- Euronext ben comprata a Parigi, il mercato premia i conti sopra le attese
- Ipo di AI verso Wall Street: tutti a caccia di 4mila miliardi
- Juventus ai minimi da 2 anni in Borsa con qualificazione Champions a rischio
- Evergrande accusa PwC di negligenza: chiesto risarcimento da 8,4 miliardi di dollari

- Croazia: favoloso resort 4* sul mare, da SOLI 17€ a notte!
- Alla scoperta di Annecy, la Venezia francese
- Ponte del 2 giugno in Italia I migliori hotel ancora disponibili
- Visto su TikTok
- Visto su Instagram
- Lusso alle Maldive! Con voli DIRETTI Neos
- ESTATE alle Canarie voli a/r da SOLI 53€!
- Dormi in una carbonaia di design tra gli ulivi della Maremma

- La lontra dopo decenni sta tornando in Nord Italia
- Vola in Italia il riciclo delle bioplastiche compostabili
- Urso, spostare i fondi del Pnrr sulle materie prime critiche
- Lega E-R, aggiornare i Piani di gestione del rischio alluvioni
- Urso, dazi ambientali per tutelare le nostre imprese
- Sridhar, collaborazione con Ferrari per ridurre CO2
- Sridhar, collaborazione con Ferrari per ridurre CO2
- Incentivi alle rinnovabili, il Gse assegna 422 Mw









Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.