Scritte in vernice rossa, vandalizzata la Foiba di Basovizza alla vigilia del Giorno del Ricordo

Tre scritte, in lingua slava, sono comparse questa mattina alla foiba di Basovizza, una delle quali è “Trst je nas” (Trieste è nostra) e un’altra “Trieste è un pozzo”, nei pressi della foiba a Trieste, luogo simbolo della memoria storica italiana, a poche ore dal Giorno del Ricordo, che si celebra domani 10 febbraio per commemorare le vittime delle foibe.
Tra le scritte provocatorie e offensive in vernice rossa, sul piazzale antistante il monumento, anche “Smrt fasizmu, svoboda narodom” (Morte al fascismo, libertà ai popoli). Le forze dell’ordine, intervenute sul posto per i rilievi, hanno già avviato le indagini, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire agli autori del gesto. L’obiettivo è fare piena luce su un atto vandalico compiuto deliberatamente in un momento storico della memoria collettiva. 
Intanto sono a lavoro gli operatori per cancellare le scritte.

La foiba di Basovizza è un luogo sacro, un monumento nazionale, da onorare con il silenzio e con la preghiera. Oltraggiare Basovizza, per di più con scritte ripugnanti che richiamano a pagine drammatiche della nostra storia, non vuol dire solo calpestare la memoria dei martiri delle foibe ma significa oltraggiare la nazione intera. Ciò che è accaduto è un atto di gravità inaudita, che non può restare impunito”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni commentando le scritte apparse questa mattina sul piazzale antistante il monumento.

Sul luogo arrivato subito anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Nessuno potrà mai vandalizzare la verità storica. La strada che conduce oggi a Nova Goriza gemellata con Gorizia come Capitale europea della Cultura è un percorso di amicizia  e concordia che passa anche da qui, dalla Foiba di Basovizza, dalla  verità della storia. L’amicizia e la concordia di adesso nascono dal senso del tragico e dal dovere di una memoria condivisa e in armonia tra i popoli e nessuno può permettersi di negare la verità della  storia e di Basovizza. Episodi come questo sono un passo verso il basso, chi li commette precipita verso un abisso di abiezione e deve  scomparire dal discorso pubblico che, invece, deve parlare la lingua  della memoria e della verità. Bisogna essere orgogliosi delle proprie cicatrici ma le ferite non devono riaprirsi”

(foto: Scritte in vernice rossa, vandalizzata Foiba Basovizza – ansa)

Fonte: RAI NEWS


Rocco Pagliaroli
Author: Rocco Pagliaroli

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