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Vita Ciociara                             pagina 5

tipologie architettoniche di pregio       Il palazzo in una foto degli anni 70
quali la chiesa dell’Annunziata (di
origine remota) ed il palazzo “Baffi”     IX, Anton Filippo otteneva il titolo di   dinanza, oltre che di edifici ricet-
costruito probabilmente nella prima       Marchese incardinato sul cognome,         tivi. La vicinanza con gli ambienti
metà del XVII secolo, ha rappresen-       con trasmissibilità ai maschi primo-      ecclesiastici e della nobiltà ro-
tato il principale percorso interno al    geniti, mentre il titolo di Marchese di   mana, in particolare con il Cardi-
centro storico sino all’avvento della     Collesape spettava indifferente-          nal Poletti, favorì la conoscenza
seconda guerra mondiale ed alle di-       mente a tutti i maschi. Nel 1835 la       con l’architetto conte Virginio Ve-
struzioni conseguenti, che hanno          Famiglia, nei suoi rappresentanti         spignani. Allievo dell’architetto Luigi
comportato la demolizione delle abi-      maschi e femmine, otteneva all’infi-      Poletti, Vespignani aveva in corso
tazioni che si affacciavano sul fiume     nito la nobiltà romana e Monsignor        delle collaborazioni con l’archeologo
Liri e l’apertura dell’attuale via Gio-   Pio Ferrari fu decano dei chierici di     Edward Dodwell nelle ricerche sui
berti, che ha assunto il ruolo di prin-   Camera. La stessa è iscritta nel libro    resti di Fregellae che erano stati in-
cipale arteria di connessione. Le         d’oro delle nobiltà italiane e al titolo  dividuati sull’altopiano di Opi e che
ulteriori demolizioni che alla fine       di nobile romano, di Anagni, Veroli,      l’architetto non tralasciò di descrivere
degli anni ‘80 hanno interessato i vo-    Viterbo, marchese di Collesape, in        e disegnare dettagliatamente. E fu
lumi edilizi che delimitavano il vicolo   persona di Anton Filippo di Clino.        così che al professionista romano
detto del “Casarino” con affaccio         Proprietaria di notevoli estensioni       essi commissionarono il progetto
sulla cartiera, hanno snaturato l’ori-    terriere su cui lavoravano numerosi       della loro nuova residenza urbana.
ginaria fisionomia di quella parte di     coloni, la famiglia aveva residenza       Prima di intraprendere la realizza-
tessuto urbano che ben raccontava,        nel territorio di Ceprano presso una      zione di quest’ultima, il fratello del
attraverso le sue architetture, l’evo-    grande villa posta sulla sommità del      marchese monsignor Giuseppe Fer-
luzione storica e culturale del centro    Colle Sape, al centro di vigneti e        rari incaricò l’architetto di progettare
e della nobiltà che lo aveva abitato. Il  vaste superfici coltivate, luogo di ge-   una palazzina in Ceprano, da loca-
palazzetto, infatti, fu commissionato     stione delle attività legate alla cam-    lizzarsi prospetticamente di fronte al
nel 1834 da Monsignor Giuseppe            pagna ed alle sue produzioni.             ponte sul fiume Liri ove, con ogni
Ferrari all’architetto romano Virginio    L’esigenza di avere una dimora no-        probabilità, esisteva già un edificio.
Vespignani il quale realizzò l’opera      bile nel centro urbano di Ceprano         Nel 1834 si dava così avvio alla rea-
proprio di fronte al ponte sul fiume      era determinata, sia dalla rappre-        lizzazione del palazzetto neoclas-
Liri, porta di accesso meridionale al     sentatività che la stessa avrebbe         sico.
centro urbano: lì con la sua tipologia    dovuto assumere nel panorama
architettonica contraddistinta da         delle architetture cittadine,              Qual’è la storia del palazzo nel
bugne, colonne doriche, composite e       espressione della potenza e do-           contesto urbanistico della città?
lesene, dai ricchi festoni floreali,      minio del casato sul territorio di ri-
avrebbe dominato l’ingresso alla          ferimento, ma anche dalle                 L’abitato storico di Ceprano è loca-
città rappresentando il prestigio ed il   sopravvenute necessità imposte            lizzato all’interno di un’ansa del
ruolo del marchesato.                     dalle intense attività edilizie intra-    fiume Liri, sulla sua destra idraulica,
                                          prese dai Ferrari che avevano             posto su un rilievo che attualmente
Ci può raccontare brevemente la           dato avvio ad una importante
storia dei Ferrari a Ceprano?             operazione di costruzione di al-                       continua alla
                                          loggi da offrire in affitto alla citta-             pagina seguente
La famiglia Ferrari, antica casata ori-
ginaria della Magna Grecia, al tempo
dei Normanni si stabilì in Calabria.
Alcuni documenti menzionano della
presenza di:
- Antonio Ferrari detto Galateo
(1444-1517), medico a Napoli ed au-
tore di “De mari et aquis et fluviorum
origine” stampato nel 1558,
- Tommaso Maria Ferrari (1674-
1716) domenicano insigne teologo,
creato cardinale da Innocenzo XII il
12 dicembre 1695,
- Arduino Ferrari, che fu podestà di
Veroli nel 1793 ed ottenne quella no-
biltà ereditaria,
- Anton Filippo Ferrari il quale ot-
tenne quella di Anagni nel 1819 e
quella Viterbese nel 1820.
Da Papa Pio VIII i Ferrari ottennero
la variazione in marchesato del teni-
mento di Collesape in Ceprano,
mentre con successiva bolla di Pio
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