Operazione antidroga dei Carabinieri di Pontecorvo
All’alba di oggi, 15 luglio 2010, a conclusione di un’ articolata attività investigativa avviata nel luglio del 2009, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pontecorvo, con il supporto dei Comandi Arma competenti per territorio, hanno eseguito ad Arce, Isola Liri, Monte San Giovanni Campano, Sora (FR) e Ardea (Roma) una vasta operazione antidroga finalizzata all’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere ed una agli arresti domiciliari, e 8 decreti di perquisizione domiciliare per la ricerca di sostanze stupefacenti nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”.
“L’attività d’indagine (convenzionalmente denominata “Black & White 2”) costituisce l’ulteriore prosieguo di analoga attività che lo scorso anno aveva visto l’emissione di 9 fermi del Pubblico Ministero a carico di 4 soggetti del frusinate ed altrettanti 4 soggetti extracomunitari individuati quali spacciatori di sostanze stupefacenti – si legge in una nota della Compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo - L’attività di Polizia Giudiziaria di fatto, ha disarticolato un gruppo di persone che deteneva e spacciava sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” ed “eroina” ed “hashish”, con basi logistiche ed operative, in Provincia di Frosinone (comuni di Arce, Isola Liri e Sora) e nell’area a nord di Napoli (comuni di Giugliano in Campania e Castelvolturno). Nel corso della stessa, che si è basata sull’ esame dei tabulati telefonici, servizi di o.c.p. diurni e notturni ed attività tecniche, è stato ritenuto necessario procedere ad alcuni interventi repressivi (arresti in flagranza e sequestri di sostanza stupefacente), aventi la finalità di fornire riscontro alle ipotesi investigative e determinare le rotte utilizzate per i traffici illeciti in questione, atteso il linguaggio criptico adoperato dai malviventi sia nelle trattative relative ad acquisti/cessioni di stupefacente che nei loro spostamenti. Si appurava così che le cessioni avvenivano sul litorale domitio dove gli indagati del frusinate raggiungevano, con cadenza periodica, soggetti extracomunitari di nazionalità nigeriana e ghanese divenendo poi motori del traffico nella bassa Ciociaria. Taluni indagati effettuavano l’attività di spaccio anche dopo essere stati tratti in arresto in flagranza e sottoposti al regime degli arresti domiciliari, dimostrando pertanto la propria inclinazione all’ attività delittuosa”. I Carabinieri hanno rilevato che, il “trasporto” dello stupefacente da parte degli acquirenti, dal luogo di primo approvvigionamento situato lungo il litorale domitio alla zona di spaccio del frusinate, avveniva celando la sostanza stupefacente che veniva, per la gran parte dei casi, ingerita. In molte occasioni gli stessi si giovavano poi dell’ apporto di terzi soggetti, anch’essi assuntori e spacciatori, che attuavano la cosi detta “ staffetta” volta a verificare preventivamente la presenza di Forze dell’ Ordine lungo il tragitto ed in caso positivo adottare comportamenti tali da indurre i militari ad un controllo al fine di consentire all’altra autovettura con a bordo i soggetti in possesso dello stupefacente di proseguire senza essere controllati. Complessivamente, l’indagine ha portato all’arresto in flagranza di 3 persone, all’ esecuzione di 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere ed 1 agli arresti domiciliari e alla segnalazione di 15 persone alla competente Autorità Amministrativa, quali assuntori di sostanze stupefacenti. “E’ stato evidenziato che i soggetti individuati ponevano in essere con sistematicità e continuità numerose condotte criminose, consistenti in approvvigionamento e successiva commercializzazione di tipologie differenti di sostanze stupefacenti (eroina e cocaina) – prosegue la nota - acquistavano giornalmente rilevanti quantità, in particolare già confezionate in dosi in modo da poterle facilmente spacciare successivamente. In taluni casi traevano le proprie risorse economiche interamente ed esclusivamente dall’attività di spaccio. Avevano accanto a sé altri soggetti che rivestivano, a loro volta, o il ruolo di spacciatore al dettaglio o di consumatore”. Dovranno rispondere del reato di spaccio di sostanze stupefacenti Leandro Grimaldi, 21enne di Arce (in foto), Andrea Di Folco e Federico Arcese, entrambi di 22 anni e di Arce ed Antonino Ricci, 34 anni di Sora
(da www.ultimissime.net)
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