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gianfranco de laurentiis 01

 

Per quanti hanno imparato ad amare lo sport attraverso anche la narrazione televisiva, il volto e la voce di Gianfranco De Laurentiis erano più che familiari al sabato quando il giornalista e conduttore entrava con il suo consueto garbo nelle case degli italiani dal piccolo schermo. Aveva legato la sua carriera televisiva alla Rai, allo sport in particolare, e a Dribbling nello specifico nel momento più fertile e fervido del servizio pubblico.

Se n’è andato ieri a notte fonda Gianfranco De Laurentiis, quasi senza disturbare. Giornalista, romano, aveva ottantuno anni e per oltre trenta è stato l’uomo che ci introduceva alle emozioni calcistiche e non solo della domenica. Una perdita enorme, per la televisione pubblica e per il giornalismo, dopo le recenti scomparse di illustri colleghi, come Franco Lauro.

Da giornalista aveva iniziato al Corriere della Sera, poi dal 1972 la Rai e quattro anni dopo allo sport del neonato Tg2. Direttore della Tgs, la testata giornalistica sportiva, dal 1993 al 1994, prima e anche dopo tante trasmissioni a cui ha legato volto e fortune. Da EuroGol a Diretta Sport, da Domenica Sport a Dribbling, da Domenica sprint alla Dsfino allaGiostra del gol, programma della vecchia Rai International destinato agli italiani all’estero.

Poi la Formula Uno con la conduzione di Pole Position quando la Rai aveva i diritti dei Grandi Eventi. E anche Mondiali ed Europei, personaggi e storie del calcio e dello sport al fianco anche di giovani promesse che ha sostenuto e lanciato, come nel caso di Antonella Clerici, Simona Tagli e Luana Ravegnini.

L’ultimo saluto sarà in forma strettamente privata. Gianfranco De Laurentiis, da tempo in pensione, lascia la moglie Mirella e i figli Roberto e Paolo.

Il dolore dei colleghi e degli amici per la morte di Gianfranco De Laurentiis

Lo sconcerto e il dolore per la morte di un giornalista così familiare ha scosso gli appassionati e il mondo del giornalismo sportivo. Su twitter, Paolo Condò ha ricordato con queste parole l’amico: “Abbraccio gli amici della Rai nel ricordo di un giornalista bravissimo: sono cresciuto guardando e ammirando Gianfranco De Laurentiis. Per noi appassionati di calcio internazionale, Eurogol era una sorgente di acqua fresca nel deserto”.

Dolore e commozione per Roberto Renga che ha desiderato, però, ricordare l’uomo oltre il professionista: “Quante cene, quante serate tivvù, quante telefonate con Gianfranco De Laurentiis. Se ne va un amico, un grandissimo giornalista, un uomo amabile. Ciao e scusami se non riesco a scrivere altro”. Alessandro Antinelli, volto di Rai Sport, ha reso omaggio a un maestro di stile e televisione: “Il mio primo maestro in Rai è stato Gianfranco De Laurentiis. Ogni sabato mattina aspettavo il suo giudizio e le sue legnate mentre vedeva i miei pezzi di Dribbling con la sigaretta all’angolo della bocca. Mancherai Gianfranco”.

Grande affetto anche nel tweet di Riccardo Cucchi: “Un signore del microfono. Un giornalista del servizio pubblico capace di una narrazione puntuale, onesta, sobria, elegante. un modello, un maestro. Un giornalismo che mi manca. Da collega e da telespettatore. Addio a Gianfranco #DeLaurentiis”.

Un saluto al grande professionista lo ha rivolto anche il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: “Un volto storico del giornalismo sportivo italiano”, ha scritto su facebook il ministro. De Laurentiis “ha lavorato in Rai per trent’anni occupandosi di sport con Diretta Sport, Dribbling, Domenica sprint. Esprimo il mio cordoglio al figlio Paolo, alla famiglia, agli amici e ai colleghi”.

La sua compagna di scrivania e grande amica di Gianfranco, Antonella Clerici, ha dedicato un momento molto toccante della sua trasmissione E’ sempre mezzogiorno al suo maestro: “Immagino la sofferenza dei colleghi di Rai Sport, perché Gianfranco ha fatto la storia dello sport – ha detto in diretta la presentatrice -. Per me era davvero un papà e sono senza parole, perché la vita passa naturalmente attraverso di noi. Purtroppo è un periodo senza buone notizie […] Qualunque dubbio avessi chiamavo sempre Gianfranco, perché lui era un’enciclopedia, ricordava tutto. Per me è un fulmine a ciel sereno, non so cosa sia successo perché ho saputo la notizia qui in diretta”.

VIRGILIO SPORT | 14-10-2020 

 

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