25 Aprile 00

Oggi, 25 Aprile 2017,  credo sia giusto fare della rievocazione non una operazione astratta, viste le polemiche che si sono sollevate ,ma l’occasione per riproporre i valori della nostra convivenza e attraverso un confronto liberato dagli egoismi di parte estirpare la mala pianta delle divisioni manichee. Segnatamente oggi , che contributi critici, non condizionati dagli eventi, ci permettono una conoscenza sempre più chiara ed evidente dei fenomeni storici, politici e sociali connessi a quel periodo e a quegli eventi. Nell’aprile del 1945 venne proclamata con la conclusione dell’occupazione nazista la fine del regime fascista. Si giunse all’epilogo dopo un periodo, forse inevitabile, di guerra allo stesso tempo di liberazione , di classe ,civile, che lacerò profondamente il tessuto sociale del nostro Paese. Da quell’epilogo, però, scaturì una nuova linfa, nacque un nuovo Paese, le cui parole unificanti divennero: l’uguaglianza delle persone, la libertà in ogni sua forma, la solidarietà, l’equilibrio dei poteri e la loro autonomia. La democrazia divenne un valore assoluto, un patrimonio collettivo che salvaguarda e valorizza la vita di ciascun cittadino. Per arrivare a ciò, si sommò il contributo di uomini di differenti orientamenti: cattolici, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, comunisti , appunto comunisti , a cui riconosciamo la sovversione al regime, la partecipazione alla guerra di Spagna , l’importanza della loro partecipazione con le capacità organizzative e militari affinate in tutti i campi d’Europa ma che forse hanno ecceduto nell’attribuirsi la quasi esclusiva paternità della Resistenza. Studi più recenti e meno di parte hanno dato il giusto peso , per esempio nella fase di avvio della Resistenza agli sbandati del Regio Esercito fedeli al giuramento al re e alla componente di meridionali , la obiettiva valutazione ha esaltato l’azione incisiva dei Carabinieri , di ampio respiro sul territorio , ragguardevole nei numeri e nei sacrifici estremi ALBERTO LA ROCCA, SALVO D’ACQUISTO, RICONOSCENDO IL GRANDE CONTRIBUTO DELLA Guardia di Finanza , che nelle convulse fasi della liberazione delle città del nord , fu decisa nell’opporsi ai tedeschi e operò perché la mattanza delle vendette personali fosse in qualche modo limitata. Altre pagine di valore le fiamme gialle le scrissero nei Balcani sia in funzione antitedesca che in aiuto delle popolazioni italiane. La Resistenza è patrimonio comune di tutti coloro che dettero il loro contributo. Qual è il messaggio, l’eredità, che ancora oggi possiamo prelevare a piene mani da quell’epoca e riproporre a noi, ai nostri giovani ? La risposta è nella riscoperta del sentimento della libertà e dell’irrinunciabile unità e indipendenza dell’Italia in un quadro di apertura all’Europa dei popoli e alla cooperazione internazionale. Solo nella libertà e nella dialettica democratica, abbandonando chiusure individualistiche e di parte, può esserci vera e duratura riconciliazione. Nel dibattito democratico, infatti, se è veramente tale, l’avversario non è mai un nemico, ma una persona con cui interagire con pari dignità al fine dell’edificazione di una società veramente civile, umana. Anche oggi, purtroppo, siamo circondati da ideologie che postulano l’annullamento del pensiero critico, della pietà, dell’intelligenza: di fronte a queste nuove minacce, l’esempio degli italiani che seppero invece non fermarsi alle apparenze, che seppero impegnarsi a lottare affinché non vincesse la brutalità ma potesse fiorire nuovamente un futuro diverso e migliore, deve essere di stimolo a tutti noi. Il loro testamento ideale ci ammonisce che solo un pensiero alieno da teorie liberticide e dottrine totalitarie , un pensiero che sappia resistere contro le omologazioni, è la base di un mondo libero e migliore. La giornata odierna, perciò va tradotta nella testimonianza della nostra volontà di continuare a riconoscerci nei valori che in 150 anni si sono progressivamente imposti e che , dalla Liberazione in poi, tappa fondamentale per la loro affermazione, hanno garantito più di 70 anni di convivenza democratica e civile. Grazie ai missionari della libertà , ai martiri del riscatto ,ai combattenti della guerra di popolo, ai custodi dell’onore della Patria . Viva il 25 Aprile! Viva le forze armate e le forze dell’ordine presidio di libertà e di democrazia. VIVA L’ITALIA .

 

Rodolfo Damiani

 

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