L'Estate di Falcone e Borsellino. Fiorello: "Un film che parla di oggi e dell'Italia"

 Nel film di Fiorella Infascelli, nella preapertura della Festa, i mesi che i due giudici antimafia trascorsero con le famiglie all'Asinara sotto minaccia mafiosa. Secondo l'attore siciliano che interpreta Borsellino il film resta di grande attualità

Nell'estate del 1985 Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, la compagna del primo con la madre, la moglie del secondo con i loro tre figli furono deportati dalle forze dell'ordine sull'isola dell'Asinara, in Sardegna, quando i Carabinieri intercettarono all'Ucciardone una minaccia nei confronti dei due giudici antimafia e delle loro famiglie. Una pagina poco conosciuta della storia recente che la regista Fiorella Infascelli ha voluto raccontare in Era d'estate, il film prodotto da Domenico Procacci insieme a Rai Cinema presentato nella serata di pre apertura della Festa di Roma alla presenza della famiglia Borsellino. Una pagina che é al tempo stesso molto privata, ma anche molto simbolica. "Mi sono avvicinata a questa storia girando un documentario sul carcere, Pugni chiusi, in quell'occasione mi venne mostrata la foresteria dove i giudici e le famiglie avevano vissuto per alcuni mesi. Sull'isola si diceva che si erano chiusi lì per scrivere l'ordinanza del maxi processo in realtà la "vacanza" non programmata si era resa necessaria dopo la soffiata che indicava un attentato imminente a Falcone, Borsellino e ai familiari".

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